Ragusa – E’ tutto un gran discutere, in questa prima metà di luglio, appena glorificata dalla superluna detta del cervo, sulla presunta perdita di attrattiva turistica di Ragusa Ibla. La quale, non ce ne voglia nessuno per questa forse azzardata affermazione, sta facendo un po’ la figura della cenerentola del tanto decantato sud-est siciliano, che in questi giorni, grazie agli eventi firmati D&G, ha visto salire agli onori delle cronache anche internazionali, il comprensorio Siracusa Noto Marzamemi. Eppure, e lo confessiamo senza enfasi, ad Ibla chi scrive è molto affezionato, anche ad una Ibla sotto la pioggia di questo inizio primavera, quando seguimmo con passione la Verghiana proposta egregiamente dalla Compagnia Godot, in un semicerchio ideale che partendo da salita Commendatore risbucò “a riverder le stelle” (che quella sera erano oscurate delle nubi e dalla pioggia) sulla parte opposta della scalinata di San Giorgio, anche ad una Ibla molto goduta soprattutto negli ancor freschi pomeriggi di maggio scorso, tra strade percorse da frotte educate e sommesse di turisti, sotto la luce magica del tardo pomeriggio non ancora sera, mentre nei vari locali si preparavano, ma così, senza fretta e senza la frenesia estiva, i tavoli all’aperto.
Ma il lettore ci perdoni per esserci lasciati andare a questi pensieri e torniamo alla cronaca, che vede, lo dicevamo all’inizio, tutta una serie di interventi sugli attuali mali che affliggono il quartiere barocco. Mali che si potrebbero sintetizzare essenzialmente nella mancanza di parcheggi, nella nuova viabilità e nella mancata programmazione, come affermano il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Sittinieri ed il suo vice Umberto Calvanese, che parlano di “desertificazione” del sito. Da parte loro Mario D’Asta consigliere Pd e Giovanni Gurrieri, consigliere appena dimessosi dal gruppo 5 stelle e dichiaratosi indipendente, attribuiscono la mancanza di attrattiva turistica a questi fattori “si vive della luce riflessa di alcuni eventi ma non si riesce a garantire continuità.
A tutto ciò, quest’anno, si sono aggiunte le criticità determinate dalla Ztl, strumento che condividiamo ma che poteva essere sperimentato in un altro periodo storico e che comunque poteva essere accompagnato da alternative valide e concrete agli operatori; poi l’eccessiva presenza di strisce blu”. Ancora più drastica l’analisi del capogruppo dem al consiglio comunale di Ragusa, Mario Chiavola, che parla “del peggiore luglio da otto anni a questa parte e invita la giunta Cassì a farsi carico delle lamentale per trovare le soluzioni”.
I due rappresentanti di Fratelli d’Italia Alessandro Sittinieri e Umberto Calvanese focalizzano la loro attenzione su un particolare ben preciso “le recenti scelte dell’Amministrazione in tema di viabilità e gestione dei parcheggi influiscono non poco: la pessima comunicazione da parte di Palazzo dell’Aquila sull’istituzione della ZTL ha convinto buona parte della città che Ibla sia blindata. Su questo la comunicazione istituzionale dell’Ente ha fallito completamente, non riuscendo a dissipare del tutto i dubbi che tanti cittadini hanno; la drastica riduzione degli stalli liberi, la distribuzione caotica dei parcheggi per residenti e autorizzati, insieme, ancora, all’istituzione di parcheggi a pagamento, non fanno altro che scoraggiare turisti e cittadini dal recarsi nel quartiere. Sulle strisce blu, poi, c’è da dire che servono principalmente a consentire un continuo ricambio di parcheggi in quelle aree dove il traffico è più intenso in alcune ore del giorno, nelle zone piene di uffici e negozi. Nelle zone prevalentemente turistiche, con le tariffe serali, l’unico messaggio che passa è che il Comune e chi gestisce i parcheggi intendono solo far cassa”. Mario D’Asta e Giovanni Gurrieri evidenziano alcune criticità suggerendo al contempo possibili soluzioni “il centro storico deve potere essere libero da ogni tipo di accanimento selvaggio relativo a parcheggi e parcheggiatori, soprattutto laddove, come nel caso di Ibla, c’è un impianto medioevale e un quartiere da tutelare.
E, però, contestualmente facciamo i conti con una certa mancanza di elasticità. Ad esempio, se prendiamo piazza Dottor Solarino, all’ex distretto, risulta essere completamente vuota quando, invece, potrebbe ospitare tranquillamente una quarantina di posti auto. Qui, gli stalli non sono stati neppure disegnati sul sedime. Potrebbero esserlo al centro e venire così incontro alle esigenze delle strutture ricettive della zona. Lo spazio c’è. Non parliamo, poi, dei lavori ancora non completati, nonostante le rassicurazioni dei centri storici, che riguardano il parcheggio di largo San Paolo. Quindi, altri 40-50 posti auto che non possono essere utilizzati. In più, non riusciamo a capire a che punto sono i lavori di realizzazione della circonvallazione ma soprattutto non si capisce la ragione della presenza di tutti questi stalli a pagamento. Ibla è un centro storico da salvaguardare ma dobbiamo comunque renderlo accessibile non solo ai turisti ma soprattutto a chi lo vive, agli studenti che hanno deciso di trasferire qui la loro residenza e che aumenteranno di numero con l’entrata in attività del nuovo corso di laurea. Quindi, la navetta di cui tanto si parla manca completamente di segnaletica, non ci sono nemmeno delle pensiline dove fare attendere fare attendere i turisti. Più volte, inoltre, abbiamo parlato di valorizzare via Monelli e l’abbiamo fatto con gli emendamenti al bilancio. Secondo noi, la cosiddetta strada che conduce al cimitero potrebbe influire, se fosse resa più agevole, sulla creazione di una buona viabilità lungo corso Mazzini. Dove, per inciso, attendiamo ancora il restringimento di alcuni marciapiedi estesi per recuperare una serie di parcheggi.
Ma la vera risposta deve arrivare dal parcheggio multipiano di Discesa Peschiera. Possibile che ci siano voluti quattro anni per chiuderne l’iter? Situazioni che vanno tutte verificate. Ma occorre farlo subito, se è il caso anche prendendo in locazione alcuni terreni limitrofi a Ibla e adibirli a parcheggio come avviene a Noto, Marzamemi o anche a Punta Secca. Perché l’estate è in corso. E dobbiamo cercare di salvare il salvabile”. Anche il capogruppo consiliare democratico Mario Chiavola fornisce la propria analisi “è certo che il piano di mobilità previsto per Ibla non sta dando i frutti sperati, così come il piano dei parcheggi. Ad esempio, come mai tutte queste strisce gialle per i residenti risultano essere non utilizzati? Diciamo che è sacrosanto, come accade in tutti i centri storici, che i residenti abbiano dei parcheggi che devono essere loro assegnati. Nessuno lo mette in discussione. Anzi, è giustissimo così. Ma potrebbe essere che tutti questi parcheggi, sia quelli h24 quanto quelli a disposizione dalle 8 di sera alle 8 del mattino, sono molti di più rispetto alle reali necessità e quindi restano inesorabilmente vuoti? Ci sono stalli che, invece, secondo noi, potrebbero essere utilizzati dagli avventori dei bed and breakfast. Le strutture fanno i conti, in questo periodo, con tutta una serie di disdette. Inconcepibile. Inoltre, è mai possibile che per sbloccare l’iter autorizzativo del parcheggio di Discesa Peschiera ci siano voluti quattro anni?
Ma come, il sindaco Cassì non si vantava di essere sulla stessa lunghezza d’onda del governatore Musumeci? Non è stato forse eccessivo il tempo di attesa e, quindi, non si sarebbe dovuto mobilitare già molto tempo addietro il primo cittadino, così come altri avrebbero fatto al suo posto, per cercare di sbloccare al più presto le pratiche alla Regione? Ecco, questa, come altre cose, non hanno funzionato per il verso giusto. E gli operatori, giustamente, chiedono una migliore regolamentazione. Intanto, ormai, siamo nel momento in cui si può fare un bilancio dell’entrata in vigore della Ztl. E diciamo che le risposte ottenute non sono state quelle attese. Forse, è necessario migliorare ulteriormente la comunicazione per l’utilizzo dei bus navetta. Forse, è necessario liberare alcune zone, vedi Discesa Peschiera, dalla presenza di stalli a pagamento. Così com’è, al momento, Ibla sembra diventata inaccessibile. Ed è chiaro che i visitatori optano per altre scelte. Sarebbe opportuno rivedere tutta la materia con tutti gli operatori commerciali, e non solo una parte di essi, oltre che con i residenti, almeno con i delegati di alcuni di loro. Non possiamo credere che queste lamentele siano frutto di contrapposizione politica. C’è, piuttosto, un disagio diffuso che abbiamo intercettato e di cui l’Amministrazione comunale deve cercare di farsi carico il prima possibile”. (da.di)