Ragusa – Non è certo lo sprezzante e sarcastico “Vittorini se n’è ghiuto e soli ci ha lasciato” con cui su Rinascita, nell’ormai lontanissimo 1951, il segretario del Pci, Palmiro Togliatti, commentò l’uscita dal partito del grandissimo intellettuale e scrittore siciliano (non casuale la scelta della parola ‘ghiuto’ evidente richiamo al dialetto isolano). Situazioni e persone non sono certo quelle di oltre settanta anni fa. Ma gli abbandonati, hanno sempre qualche amarezza da rinfacciare. Ed infatti, alla notizia delle dimissioni dal movimento 5 stelle e dal suo gruppo consiliare ragusano di Giovanni Gurrieri, il capogruppo Sergio Firrincieli, a nome anche dei suoi tre colleghi rimasti, commenta “dispiace, ma di certo è una scelta che non sorprende”. Poi spiega “in questi mesi, avevamo intuito, nei fatti e nelle parole, il malessere del consigliere Gurrieri nei confronti del progetto di cui era parte fino a ieri, anche se non avevamo affatto colto che i problemi fossero collegati a questioni nazionali e regionali sulle quali, ci permettiamo di ricordare a noi stessi in primis, e di conseguenza al consigliere Gurrieri, è opportuna una visione d’insieme per una analisi serena e scevra da personalismi che rappresentano, da sempre, la cifra distintiva sia del nostro progetto, a livello locale, che a livello nazionale e regionale”.
Firrincieli quindi prosegue “l’analisi di Gurrieri, infatti, di cui prendiamo atto ma che, ovviamente, non condividiamo per nulla è facilmente confutabile in ogni punto, ma ci asteniamo dal farlo semplicemente perché ai cittadini interessa zero. Da parte nostra, ringraziamo il consigliere Gurrieri per l’impegno profuso finora, gli auguriamo le migliori fortune, certi che possa esprimere al meglio le sue qualità, nel progetto che intenderà perseguire. Noi, continueremo ad impegnarci al servizio della nostra comunità, secondo quei principi e quei valori del Movimento Cinque Stelle, che l’attuale fase, guidata dal presidente Giuseppe Conte, incarna al meglio nell’ottica di quel cambiamento e quella crescita che rappresentano la forza del nostro percorso”. Insomma, un “c’eravamo tanto amati, c’eravamo poi lasciati, non ricordo più perché”. (da.di.)